architettura e design

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Un terzo obiettivo fondamentale è stato per noi la VALORIZZAZIONE DELLA MEMORIA.

 

Spesso, non solo nell’ambito degli spazi pubblici, il progetto si pone in modo invadente o irrispettoso rispetto al contesto in cui si inserisce, ignorando i suoi caratteri specifici, ripetendo ovunque le stesse soluzioni, non sforzandosi di individuare soluzioni che permettano di valorizzarne l’identità.

 

L’identità di un luogo è invece una grande potenzialità, un riferimento che in alcuni casi può rivelarsi molto complessa e stratificata, articolandosi in riferimenti molteplici: può derivare da costruzioni esistenti o scomparse, e far parte di un patrimonio tangibile o intangibile.

 

Il nostro progetto cerca di relazionarsi a un’identità articolata, individuando tre diversi riferimenti.

 

Il RIFERIMENTO ESISTENTE è Palazzo Terragni. Poche città, della dimensione di Lissone, possono vantare la presenza di edifici così significativi dell’architettura del Novecento: questa unicità va a nostro avviso pienamente valorizzata.

A questo scopo, il nostro progetto lascia uno spazio interamente libero davanti all’edificio; prevede l’inserimento di una illuminazione d’accento che lo distingua e valorizzi anche di notte. Sceglie arredi semplici e li dispone in modo coerente alle geometrie dell’edificio. Ad un’adeguata distanza per apprezzare la facciata nella sua interezza, introduce un pergolato, allineato e centrato rispetto ad essa, che inviti alla sosta con la migliore visuale possibile e faciliti una dilatazione dei tempi di permanenza.

 

Il RIFERIMENTO SCOMPARSO è la fontana di Piazza Libertà. Il progetto propone di estendere la presenza dell’acqua in tre distinti spazi, configurandola in tre figure geometriche: i punti (davanti a Palazzo Terragni), la linea (davanti a Villa Mussi) e la superficie, con la nuova vasca d’acqua circondata dalle fioriere nel nostro “salotto urbano”.

 

Il RIFERIMENTO INTANGIBILE è la cultura artigianale. Questo aspetto si è esplicitato nelle scelte di arredo urbano: i 6 tipi di legno impiegati (ciliegio, noce, rovere, castagno, abete, teak) per il nostro “Giano Cube”, studiato specificatamente per questo progetto, rimandano a quelli più utilizzati nell’industria del mobile, l’incastro a coda di rondine tra il piano orizzontale e verticale rappresenta un omaggio al saper fare artigianale.

 

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